I CONGRESSO AISU, Venezia, 1993
CONVEGNO ITALO-UCRAINO, Kiev, 1994
II CONGRESSO AISU, Venezia, 1995
III CONGRESSO AISU, Roma, 1997
OMAGGIO A LESJA UKRAINKA, Sanremo, 1998
IV CONGRESSO AISU, Venezia, 1999
MAZEPA AND HIS FOLLOWERS , Gargnano del Garda, 2002
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I° CONGRESSO DELL'ASSOCIAZIONE ITALIANA DI STUDI UCRAINI
Venezia, 1993
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I° convegno Italiano di Studi Ucraini
Il nuovo assetto dell'Europa Orientale, quale si presenta
dopo la caduta dei muri, ha riportato con veemenza alla ribalta
nazioni e nazionalità finora neglette o, semplicemente,
definite minori per ragioni di comodo sia dal punto di vista
politico che culturale: un esempio lampante di questa realtà
socio-culturale è l'Ucraina, nazione che come Stato
è esistita solo per brevissimi periosi salvo continuare
ad esistere come nazionalità contrapposta ad uno degli
Stati che di volta in volta la comprendevano; nel corso dei
secoli, questo "popolo dai molti nomi" ha sempre
potuto riconoscere se stesso in rapporto, ma soprattutto in
contrapposizine, a Tatari, Gran Principato di Mosca, Corona
Polacco-Lituana, Impero Russo, Impero Austroungarico, Cecoslovacchia,
Romania, finalmente Unione Sovietica, con l'unica costante
della lotta per la propria determinazione ed affermazione.
Affermazione non solo dell'esistenza di un'unità etnica
con aspirazioni ad essere Stato indipendente, ma anche e soprattutto
al diritto di veder riconosciute storia e cultura secolari,
che trovano la propria preistoria negli Sciti, passando per
la grande storia comune della Rus' di Kiev, attraverso il
grande e glorioso momento del Cosaccato e del Barocco letterario,
per giungere alla fioritura della grande letteratura ucraina
del XIX-XX secolo e dell'idea di coscienza nazionale che giungerà,
in questi due secoli, all'estremizzazione del nazionalismo
radicale. Pagine di storia e di cultura praticamente sconosciute
in Italia, eccezion fatta per le pochissime pubblicazioni
apparse sull'argomento, il cui periodo di produzione (l'epoca
fascista) lascia spazio a non pochi dubbi su quali fossero
i veri interessi italiani nei confronti dell'Ucraina.
Il problema di uno studio approfondito dell'Ucraina, veniva sentito già da
qualche tempo daparte di studiosi quali Sante Graciotti e Riccardo Picchio,
che diedero il via alla rinascita degli studi di ucrainistica in Italia; ed
è proprio seguendo questa via, così autorevolmente segnata, che alcuni
studiosi, desiderando rendere giustizia ad una cultura ingiustamente e
infondatamente definita "minore", si sono adoperati per arrivare
alla costituzione dell' Associazione Italiana di Studi Ucraini, che avrà la
propria sede qui a Venezia, presso il Dipartimento di Studi eurasiatici,
naturale culla per una simile iniziativa: se consideriamo che l'Ucraina
viene vista non solo come ponte tra l'Europa e l'Asia, ma sicuramente come
tramite tra l'Europa Occidentale e quella Orientale, nessun'altra sede
avrebbe potuto candidarsi con migliori credenziali di questo Dipartimento,
che già da tempo si occupa di problematiche e rapporti cuturali tra le
differenti realtà dell'Eurasia.
L'organizzazione del Convegno durante il quale si è formata l'Associazione,
non avrebbe comunque potuto avere un simile esito senza la fattiva
collaborazione della Presidenza della Facoltà di Lingue e Letterature
Straniere e, soprattutto, del Magnifico Rettore, prof. Paolo Costa, che in
primissima persona si è prodigato per assistere effettivamente alla riuscita
di questo avvenimento culturale.
Il Congresso è riuscito sotto quasi tutti gli aspetti, con l'unico neo
dell'assenza del Vice-Primo Ministro di Ucraina, M. Žulynsfkyj
e del Ministro della cultura di Ucraina, I. Dzjuba che si sono visti a
disertare l'impegno già programmato all'ultimo minuto in seguito ai
problemi connessi alla crisi di governo nella neonata (o neo-rinata)
Repubblica ex-Sovietica, Un'altra assenza che ci ha colpito più da vicino è
stata quella del presidente dell'Associazione Italiana degli Slavisti,
prof. Giuseppe Dell'Agata, che non è potuto intervenire per un gravissimo
lutto familiare. Erano comunque presenti l'Ambasciatore di Ucraina in
Italia, dr. Anatolij Orel; il prof. G. G. Grabowicz, Presidente
dell'Associazione Internazionale degli Ucrainisti; il prof. OmelJan
Pritsak, in rappresentanza dell'Accademia delle Scienze d'Ucraina; colleghi
di vari atenei italiani nonché numerosi studenti.
Oltre alla costituzione dell'Associazione Italiana degli Ucrainisti durante
il congresso sono state lette relazini da parte di studiosi italiani e
ucraini, rappresentanti sia dell'Ucraina ex-sovietica che della Diaspora;
le relazioni hanno toccato una grande quantità di tematiche, dalla storia
antica dell'Ucraina dl periodo della Rus' di Kiev alla storiografia
moderna, passando per vari aspetti dello sviluppo della storia, del
pensiero politico e religioso nonché della letteratura, gettando così le
basi per i futuri lavori nel campo dell'ucrainistica che la neonata
Associazione si curerà di dirigere ed indirizzare, con l'organizzazione
periodica di convegni ed attraverso una attenta attività editoriale.
Gianfranco Giraudo
CAFOSCARINOTIZIE, N. 14, luglio 1993, p. 11-12
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Congresso
di studi ucraini con l'intervento di Dzjuba
Ci sarà anche Ivan Dzjuba al I°
Congresso Italiano di studi ucraini, che si terrà all'Università
domani e mercoledì. Dzjuba è l'Havel ucraino:
autore vent'anni fa di un libro sul problema delle etnie nell'Unione
Sovietica., tradotto anche in Italia, ha conosciuto il lager,
ma oggi è ministro della cultura dell'Ucraina tornata
indipendente come tra il 1917 e il 1921. Per settant'anni
doppiamente oppressa, dall'ideologia sovietica e dalla concezione
nazionalistica granderussa, l'Ucraina si è liberata
dalla dittatura russistica anche sul piano culturale e ora
ha ripreso il proprio ruolo tra le nazioni dell'Europa. Alle
spalle la Rus' di Kiev (primi secoli del secondo millennio)
e la varietà delle tradizioni delle terre ucraine,
divise dalla storia tra Asburgo, Russia e Ungheria, ma unite
da un'unica letteratura.
Gli organizzatori del congresso-il Dipartimento di studi eurasiatici,
e in particolare Gianfranco Giraudo, tiolare di filologia
slava e storico dell'Europa orientale-si ripromettono molto
dall'incontro, che vedrà numerosi studiosi, ucraini
e italiani, misurarsi su temi specifici (interessante sarà
certamente il capitolo dedicato alla diaspora ucraina). Ma,
prima di tutto, si terrà l'assemblea costitutiva dell'Associazione
italiana di studi ucraini (Aisu), al teatro di Santa Marta
domani, alle 9.30. I lavori continueranno nella stessa sede
per trasferirsi poi mercoledì, a Cà Dolfin,
dove interverranno autorità e accademici ucraini e
italiani.
IL GAZZETTINO, lunedì 24 maggio 1993
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L'Ucraina sbarca a Cà Foscari
VENEZIA (g. t.) Sull'Ucraina è stato scritto tutto,
il contrario di di tutto o nulla del tutto. Un gioco di parole
che racchiude la motivazione del I Congresso
italiano di studi ucraini tenutosi ieri nell'aula magna dell'Università
di Cà Foscari: il desiderio della neonata Repubblica
ex sovietica di presentare al mondo intero la sua vera immagine.
"Non tutti hanno dato la dovuta importanza all'indipendenza
dell'Ucraina-spiega l'ambasciatore in Italia Anatolij Orel.- La nostra
Repubblica, 52 milioni di abitanti che vivono in un territorio doppio di
quello italiano, detiene un terzo del potenziale agricolo e industriale
dell'ex Unione Sovietica. Ciò ci permette, anche grazie alla stabilità dela
situazione politica, di andare avanti verso un'economia di mercato e una
nuova realtà post-comunista".
"Siamo fieri della nostra identità-afferma ancora l'ambasciatore
ucraino-e questo evento venezianoè importante proprio perchè ci consente di
far conoscere la nostra cultura, ricchezza, tradizione, di insegnare la
nostra ligua, la nostra storia. Di far sapere, insomma, che esistono altri
popoli importanti oltre a quello russo...". "Nel nostro Paese
indipendenza e democrazia vanno di pari passo-conclude l'ambasciatore
Orel-e non vedo possibilità di un ritorno a un'unione di Stati, pur essendo
interessati a una stretta collaborazione, anche politica con le altre
Repubbliche ex sovietiche".
La giornata di studio veneziana ha consentito di disegnare
un ampio panorama della realtà ucraina. "Abbiamo
raggiunto un risultato molto importante-ha sottolineato il
prof. Gianfranco Giraudo, presidente dell'Associazione di
studi ucraini che riunisce studiosi di diverse discipline-anche
in relazione alle difficoltà organizzative. Venezia,
ancora una volta ha fatto da ponte tra occidente e oriente". IL GAZZETTINO, giovedì 27 maggio 1993
RITORNA
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